mercoledì 2 novembre 2011

Ricordi (da E & E - Nubi scure abbrunano gli animi)

Ancora un viaggio. La sua vita segnata dai ricordi di luoghi cari dove non sarebbe più tornata.

Nei suoi occhi la nebbia mattutina alla banchina n° 5 del porto di Ney York, la nonna e la mamma unite solo da un abbraccio che non avrebbero voluto sciogliere mai e il richiamo per l'imbarco che interrompe bruscamente l'ondata triste dei saluti regalando a molti un inizio di speranza.

Anche il babbo, richiamato alla realtà dal suono insistente della sirena, si avvia con passo lento alla scaletta. Sale i primi gradini, ha una piccola esitazione. Il suo pensiero corre lontano, ad un'altra nave, al suo viaggio verso l'America, ragazzino di appena dodici anni, solo e spaurito: il papà, emigrato anni prima in cerca di lavoro, lo attendeva a New York.

New York... L'arrivo in questa città è ancora vivo nella sua mente. Moltitudini di persone, nazionalità differenti, edifici altissimi che lo intimorivano; così diversi i casali delle campagne piemontesi situati intorno all'unica piazza di un paese di cui conoscevi ogni angolo e ogni abitante.
Acuto è il rimpianto per le vaste distese del Texas dove il clima e la vegetazione rispecchiano il carattere forte, talvolta aspro e violento della popolazione. In questo nuovo mondo, con il lavoro e l'intelligenza si era guadagnato affetto, dovizia e stima.

Incomincia la vita di bordo, noiosa quasi triste. Gli spazi limitati, il tempo cadenzato dal ritmo monotono impresso dalle onde, le cabine di 3^ classe realizzate per una vita adulta, pressoché immobile, dove i giochi dei bambini non sono contemplati; ma la gioia è sul ponte, dove la luce abbaglia e si può fantasticare, ed è qui che Eugenia e Maria corrono non appena possibile affascinate dal mare. Immobili scrutano l'orizzonte poi, come nutrite dal calore del sole, corrono e ad occhi aperti sognano assalti di corsari.
Eugenia, la piccolina chiede spesso quanto durerà il viaggio e Maria, ripetendo le parole che la mamma  usa
per soddisfare la loro curiosità, racconta di paesi piccoli circondati da prati verdi, di case accoglienti e di cuginetti con cui giocare.

martedì 1 novembre 2011

Una perla di Nazim Hikmet

A Max la mia buonanotte!!


Sono molto stanco, non mi attendere capitano.
Che un altro annoti sul libro di bordo.
Un porto azzurro, le cupole, e i platani.
Non mi ci puoi condurre.

Un regalo per la sera

Mosca 1961 - Nazim Hikmet

Le sei del mattino.
Ho aperto la porta del giorno ci sono entrato
ho assaporato
l'azzurro nuovo nelle finestre
le rughe della mia fronte di ieri
sono rimaste sullo specchio

sulla mia nuca una voce di donna
tenera peluria di pesca
e le notizie del mio paese alla radio

vorrei correre d'albero in albero
nel frutteto delle ore

verrà il tramonto, mia rosa
e al di là della notte
mi aspetterà
spero
il sapore di un nuovo azzurro.

Agli amici del Gruppo

Buongiorno a tutti voi, ho creato questo blog, spero di inserirvi letture interessanti e di leggerne altrettante che voi avrete la bontà di mandare. Perdonate gli errori  nell'uso di questa tecnologia che riesce a crearmi sempre un po' d' ansia.  Tormenterò qualche volta di più mio figlio che spero mi perdonerà. A tutti  un grande ciao!!!!!!!!